L’intervento di sterilizzazione della gatta è una procedura di routine negli ambulatori veterinari. L’operazione è breve e la gatta si riprende velocemente (circa 1-2 giorni). L’incisione in genere è molto piccola e cicatrizza in alcune settimane al massimo. Negli anni, attraverso l’Associazione Onlus di cui faccio parte, ho seguito moltissime gatte nel momento di essere sterilizzate.
In questo articolo ti spiegherò, punto per punto, l’intervento di sterilizzazione della gatta:
Sterilizzare la gatta si o no
Ci sono una moltitudine di benefici per cui dovresti far sterilizzare la tua gatta. I vantaggi superano di gran lunga i rischi. Se hai dubbi in merito ti invito a leggere il mio articolo “sterilizzazione della gatta: perchè sì” in cui ti spiego molto bene tutto ciò a cui potresti andare incontro. Essere consapevole della scelta che stai facendo dev’essere il primo passo!
La gatta è un animale “poliestrale stagionale” ovvero ha più calori consecutivi nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno. Se non resta incinta, inizia dopo poco un altro calore e così via. Entra in pausa riproduttiva solo nei mesi invernali: puoi leggere anche questo mio articolo, in cui ti parlo nel dettaglio del calore e di come si manifesta.
Se non hai intenzione di far riprodurre la tua gatta la via migliore è sicuramente procedere con l’intervento di sterilizzazione. Se hai intenzione di far fare i cuccioli alla tua gatta, ma non sei un allevatore specializzato, ti consiglio vivamente di leggere questo mio articolo.

Ora vediamo, in modo pratico, come prepararsi all’intervento, in cosa consiste e come affrontare il post-operatorio.
COSA PREPARARE per sterilizzare la gatta
Contatta il tuo veterinario e pianifica con lui l’intervento. In genere è necessaria una visita pre-intervento con un prelievo per effettuare gli esami del sangue, in modo da valutare che la gatta non abbia problemi ad affrontare l’anestesia. Ricorda che durante la sedazione per l’intervento può esserle applicato il microchip (qualora ne fosse sprovvista). Se non ancora effettuato, può essere eseguito anche un prelievo del sangue per eseguire il test Fiv/FelV: concorda già con il tuo veterinario se procedere anche in tal senso durante l’operazione.
Se non lo hai già, procurati un trasportino perfettamente funzionante, adatto alle dimensioni della tua gatta.
Prepara il suo libretto sanitario per consegnarlo al veterinario, il quale annoterà l’intervento di sterilizzazione, con la tipologia di intervento effettuata (ovariectomia o ovaristerectomia).
Il giorno antecedente all’intervento lascia già a disposizione della tuo gatta il trasportino, aperto, in modo che abbia la possibilità di prenderci confidenza. L’ideale sarebbe creare una abituazione al trasportino con tempi più lunghi. Già offirle la possibilità di annusarlo e conoscerlo il giorno precedente, può esserle di grande aiuto.

Il veterinario ti darà indicazioni relative al digiuno pre-operatorio: solitamente la gatta va tenuta a digiuno a partire da 8-10 ore precedenti all’intervento; è comunque possibile darle da bere entro le 3 ore dall’operazione, ma fai affidamento a ciò che ti dirà il veterinario.
Accertati che il suo ultimo pasto sia soddisfacente e che possa mangiare a volontà. Dopodichè presta attenzione a rimuovere il cibo rimasto e assicurati che la micia non possa accidentalmente avere accesso ad altre fonti di cibo, fino al momento in cui la porterai in ambulatorio. Se ciò dovesse accadere, informa assolutamente il tuo veterinario.
Prepara il trasportino assicurandoti che lo sportellino sia perfettamente agganciato. Predisponi sul fondo uno o più teli monouso o una vecchia maglia con il tuo odore. Fai entrare con dolcezza la gatta nel trasportino e procedi a coprirla completamente con un telo o un asciugamano pulito.
PREVENIRE LA PAURA ECCESSIVA
Ti ricordo che i gatti comunicano attraverso un sistema feromonale i loro stati d’animo. E’ molto importante che, sia il telo all’interno, sia il telo di copertura, sia lo stesso trasportino, siano stati lavati dopo l’ultima visita dal veterinario o siano stati sostituiti. Ti consiglio inoltre, al termine dell’uso necessario alla sterilizzazione, di lavare nuovamente trasportino e teli prima di riporli. Eliminerai così le tracce feromonali negative, legate all’intervento stesso.
Sistema il gatto all’interno del trasportino e coprilo bene. Accertati nuovamente che lo sportellino sia fissato e chiuso in modo impeccabile e che non possa aprirsi nemmeno forzandolo. Per una maggior sicurezza e per sballottare meno la gatta (in genere già poco a suo agio nel trasportino), personalmente sollevo la gabbietta come fosse una scatola, ponendo il mio braccio davanti allo sportellino per bloccarlo ulteriormente.
In auto sistema con accuratezza il trasportino nel bagagliaio o nel sedile. Accertati che, durante le curve, non possa muoversi, dondolare o rovesciarsi: puoi utilizzare la cintura di sicurezza per fissarlo meglio. Una volta posizionato, accertati che sia ben saldo e che il trasportino sia ancora ben coperto. Se la micia in macchina dovesse lamentarsi, miagolare o innervosirsi, parlale dolcemente: la tua voce potrà rassicurarla.
Se il veterinario fosse così vicino da poterlo raggiungere comodamente a piedi, ti consiglio ugualmente di andare in auto. Improvvisi forti rumori del traffico, lavori in strada, abbaiare di cani… potrebbero letteralmente terrorizzare la tua gatta.
Ora che sei arrivato dal veterinario, affidagli la tua micia e informati sull’orario del ritiro.

L’INTERVENTO DI STERILIZZAZIONE
In cosa consiste esattamente l’intervento di sterilizzazione della gatta? Ci sono due possibilità:
- La rimozione delle sole ovaie (ovariectomia)
- Rimozione delle ovarie e dell’utero (ovaristerectomia)
La rimozione delle sole ovaie è un’intervento più semplice, mentre la rimozione delle ovaie e dell’utero, in pratica, azzera le possibilità di patologie a carico di quest’ultimo. Valuta assieme al tuo veterinario i pro e i contro e decidete come procedere.
L’intervento di sterilizzazione impedisce alla gatta di procreare e di conseguenza verranno meno tutti quei comportamenti legati al calore.
Un altro vantaggio della sterilizzazione è quello di diminuire drasticamente il rischio di contrarre delle malattie infettive.Fiv e la FeLV sono infatti malattie anche a trasmissione sessuale. Fiv significa Virus dell’Immunodeficienza Felina, FeLV indica virus della Leucemia Felina: è facile capire quanto sia importante proteggere la tua gatta da queste patologie.
La sterilizzazione va inoltre a ridurre le patologie a a carico delle ovaie e dell’utero (nel caso in cui quest’ultimo venga rimosso).
L’intervento è breve ed è una routine nella quasi totalità degli ambulatori veterinari. Le moderne tecniche di anestesia consentono un recupero post operatorio veloce.
Quando ritirerai la gatta potrai notare una rasatura del pelo sull’addome e alcuni punti di sutura esterni. Per quanto riguarda i punti, consultati con il veterinario stesso, per sapere se sia necessario riportare la gatta per la rimozione dei punti esterni oppure se non sia necessario rimuoverli.

Il post intervento
La gatta viene riconsegnata al proprietario già sveglia. Nelle giovani femminucce le ore di recupero nel post operatorio saranno inferiori, se tutto procede al meglio, rispetto ad una gatta più grande di età. Nelle ore successive all’intervento, lascia la tua gatta tranquilla e accertati solo che non si lecchi continuamente la ferita lasciata dall’operazione. In genere, la gatta non prova fastidio, è solo un po’ intontita e desidera riposarsi, quindi non è necessario far indossare alla gatta il body post-operatorio, né il collare elisabettiano.
Alimenta la tua gatta soltanto dopo alcune ore dal termine dell’operazione, in quanto l’anestesia alla quale è stata sottoposta può indurle nausea e movimenti scoordinati. Eventualmente puoi lasciare le ciotole in prossimità della sua cuccia. Osservala e cerca di capire cosa desidera realmente. Se preferisce la tua vicinanza o se gradisce restare in solitudine, appartata: rispetta le sue esigenze, senza forzarla.
Qualora la ferita dovesse gonfiarsi o lacerarsi, consulta subito il tuo veterinario.
Nel caso in cui tu abbia altri gatti, sappi che non di rado accade che, al ritorno dall’intervento, vadano verso la micia rientrato ad accoglierla, salvo poi soffiarle e scappare indispettiti. Considera che la gatta sterilizzata ha infatti cambiato il suo odore e, per tutti, c’è bisogno di un periodo di ri-assestamento. Eventualmente separa la micia appena operata dagli altri, per alcune ore, per poi inserirla di nuovo, gradualmente, nel contesto di casa.
LA GATTA STERILIZZATA, INGRASSA?
Dopo la sterilizzazione la gatta perderà le abitudini legate al calore e la tendenza a girovagare in cerca di un partner. La gatta ingrasserà se si alimenterà con una quantità eccessiva di calorie, rispetto al suo grado di attività. Soprattutto se vive solo in casa, quindi, mantienila attiva e curiosa, con momenti di gioco quotidiani e offrendole la possibilità di fare movimento, arrampicarsi, correre.
Assicurati piuttosto che non si alimenti in modo eccessivo per il tipo di vita che svolge. Attenzione perchè in genere l’ossessione verso il cibo nasconde un problema comportamentale.
Ora stai in cosa consiste la sterilizzazione e cosa preparare per affrontare serenamente l’intervento. Puoi guardare anche il mio video nel quale, assieme a Mirabel, ti spiego come procedere:
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